Se mi chiedessi: “e tu come hai vissuto questo tempo di pandemia” che direi? Beh, non mi posso lamentare, tutto sommato sto bene, (ora come ora) mi sono adattato alle nuove circostanze, ma non mi sono mancate alcune sfide. Esempio:

1. Switch Mode

Lavare le mani. Semplice cosa ma non quando diventa (semi) ossessiva. Certi momenti mi chiedevo “ma chi me l’ho fa fare?!?“…eh… proprio tu (fratello!), allora ci sto, e la stanchezza di seguire tante norme prende un senso. Poi la sana abitudine di correre in cittá 2 volte a settimana, spesso senza meta e un po’ all’avventura. Non avevo mai corso intorno al campetto di casa, ma il cambio alla fine era meglio di come lo immaginavo. Poi tante altre piccole cose, che si accettano perché si comprende la situazione.

2. News News News

Più che notizie era la realtà dei continui decessi, le case di riposo decimate, l’assenza di un abbraccio finale per molti anziani. E poi il sapere di persone care ammalate. La preghiera per l’altro e i sacramenti (per appartenere a una comunità religiosa), sono stati di enorme sostegno.
Ma cmq il bombardamento di notizie e l’affanno di essere informati quasi 24h/24 mi hanno imposto uno stop. La sfida era leggere le notizie, anche fosse per 1h, ma solo una tantum, da inizio a fine, senza poi tornarci in altri momenti del giorno. C’ho provato e dopo un po’ ne ho goduto 🙂

3. Essere vs. Fare

Ultima sfida, ai limiti dell’esistenziale, perché ha toccato il tempo e l’eternità. Il confinamento ha aperto tante frontiere digitali che prima erano solo a pagamento. Mi ero trovato improvvisamente davanti a una miriade di nuove alternative per riempire il tempo libero, senza parlare dei social: corsi di lingua, accesso quasi illimitato a biblioteche e riviste virtuali, film, documentari ed eventi Live esclusivi. Qualche lettura extra studio non ha fatto niente male. Ma in tutto questo c’era un troppo: perché dover sempre fare qualcosa?? BXVI parlava dell”homo faber“, di quando l’uomo pensa solo al fare dimenticando il suo “essere” e il suo perchè. Verso dove vado con le mie scelte quotidiane, anche piccole? Uno sguardo verso il cielo mi ha rimesso in strada.